Piatto in ceramica da muro che ho realizzato a bassorilievo con incisa la scritta del famoso, quanto misterioso, Quadrato Magico del Sator.
L'emanazione del contenuto significante della scritta viene alimentato e amplificato dal fatto che le lettere sono incise e quindi tridimensionali.
Inserisco un testo tratto da Wikipedia dove viene data una sintesi storica di questa scritta curiosa:
Il quadrato
del Sator è una ricorrente iscrizione
latina, in forma di quadrato
magico, composta dalle cinque seguenti parole: SATOR, AREPO, TENET,
OPERA, ROTAS. La loro giustapposizione, nell'ordine indicato, dà luogo a un palindromo,
vale a dire una frase che rimane identica se letta da
sinistra a destra o viceversa. Il curioso quadrato magico è visibile
su un numero sorprendentemente vasto di reperti archeologici, sparsi un po'
ovunque in Europa. Ne sono stati rinvenuti esempi in Roma, nei sotterranei
della basilica di Santa Maria Maggiore, nelle rovine romane di Cirencester (l'antica Corinium) in Inghilterra, nel castello di Rochemaure (Rhône-Alpes), a Oppède in Vaucluse, a Siena,
sulla parete del Duomo cittadino
di fronte al Palazzo Arcivescovile, nella Certosa di Trisulti
a Collepardo (FR), a Santiago di
Compostela in Spagna, ad Altofen
in Ungheria, a Riva San Vitale in Svizzera, solo per citarne alcuni.
A volte le cinque parole si trovano disposte in forma radiale, come nell'abbazia di
Valvisciolo a Sermoneta (Latina), oppure in forma circolare, come nella Collegiata
di Sant'Orso di Aosta.
Altre chiese medioevali ancora, nelle quali si registra, in Italia, la presenza
della frase palindroma
(in forma di quadrato magico oppure in forma radiale o circolare) sono: la Pieve
di San Giovanni a Campiglia Marittima,
la chiesa di San Potito ad Ascoli Satriano (Foggia), la chiesa di San Pietro ad Oratorium a Capestrano, in provincia dell'Aquila, la Chiesa di San Michele ad
Arcè, frazione di Pescantina (Verona), Chiesa di Santa Maria Ester ad Acquavivia
Collecroce (CB), ed altri ancora.
Gli esemplari più antichi e più celebri sono quello incompleto rinvenuto nel 1925 durante gli scavi di Pompei [sepolta il 24 agosto del 79 d.C.],
inciso su una colonna della casa di Publio Paquio Proculo, e quello trovato nel
novembre del 1936
su una colonna della Palestra Grande sempre a Pompei.
Quest'ultimo ha avuto grande importanza negli studi storici relativi alla frase
palindroma poiché esso è completo e arricchito da altri segni interessanti che
non si sono trovati altrove e fu certamente inciso prima dell'eruzione del 79
d.C. A partire da questi ritrovamenti, il quadrato del Sator viene anche detto latercolo
pompeiano. Difficile stabilire il significato letterale della frase
composta dalle cinque parole, dal momento che il termine AREPO non è
strettamente latino. Alcune congetture su tale parola (nelle
Gallie
e nei dintorni di Lione
esisteva un tipo di carro celtico che era chiamato arepos: si presume allora che
la parola sia stata latinizzata in arepus e che nel quadrato essa
avrebbe la funzione di un ablativo strumentale, cioè un complemento di mezzo) portano ad una
traduzione, di senso oscuro, quale Il seminatore, con il carro, tiene con
cura le ruote, della quale si cerca di chiarire il senso intendendo il
riferimento al seminatore come richiamo al testo
evangelico.
Una interpretazione più semplice considera "Arepo" come nome proprio,
da cui il significato diviene: Arepo, il seminatore, tiene con maestria l'aratro.
La presenza
del palindromo in molte chiese medievali induce a considerarlo - per quanto esso possa aver
avuto un'origine più antica - un simbolo che si inserisce nella cultura
cristiana di quel periodo.
Partendo dalla identificazione del Sator, il seminatore, con il Creatore
(vedi la Parabola del seminatore e la Parabola del granello di senape),
qualche studioso ha proposto la seguente interpretazione: "Il Creatore, l'autore di tutte le cose, mantiene con cura le
proprie opere".
Tenendo per buono il significato spirituale del nostro Quadrato Magico del Sator, ho creato il "piatto Sator" per armonizzare continuamente la casa poichè questa, come tutte le cose create, appartiene al flusso del Creatore e ne è manifestazione. Affinche la creazione, nella fattispecie, la mia casa, si mantenga nello stato di armonia originaria della Creazione Divina, il Sator opera la sua funzione di mantenimento di questo stato e di armonizzazione costante dell'energia. in ultima analisi, oggi lo chiameremmo un armonizzatore d'ambiente.